Museo Peggy Guggenheim Venezia

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La collezione Peggy Guggenheim è la più importante raccolta d’Italia dedicata all’arte americana ed europea della prima metà del 1900. Oltre alla personale raccolta della Guggenheim, all’interno del museo si possono apprezzare le collezioni di Gianni Mattioli, mostre temporanee e il bellissimo giardino delle sculture Nasher. Il museo è ospitato nell’unico palazzo non portato a termine a Venezia, il Palazzo Venier dei Leoni, acquistato dalla Guggenheim al fine di realizzare il più grande museo sull’arte moderna degli anni ’50.

Il palazzo è progettato a metà del XVIII secolo dall'architetto Lorenzo Boschetti (l'autore della facciata di San Barnaba) per la famiglia Venier. Il progetto originario prevedeva un edificio che riassumesse le diverse lezioni del Palladio e del Longhena, i due architetti che più avevano lasciato l'impronta sulla città, con le loro grandi facciate, rispettivamente rinascimentali e barocche. Tuttavia, l'ambizioso progetto restò visibilmente incompiuto: infatti i problemi finanziari della famiglia Venier fecero sì che di Palazzo Venier venisse costruita solo parte del pian terreno.

Al Museo Correr si può vedere un modello ligneo di quello che avrebbe dovuto essere il palazzo nella sua compiutezza. Secondo tradizione vi sono due diverse ipotesi sull'incompiutezza del palazzo: una è che i dirimpettai Corner della Ca' Granda, potente famiglia che possedeva l'omonimo palazzo, temendo l'oscuramento del panorama di cui godevano dalla propria casa, abbiano fatto in modo che l'edificio non si realizzasse; secondo l'altra tradizione gli eredi della famiglia Venier, avendo il vincolo testamentario del padre defunto di costruire il nuovo palazzo, ma non possedendo le ricchezze atto a compierlo, risolsero la questione attraverso il compromesso di iniziare la costruzione, come da testamento, ma non di portarla a termine (cosa non specificata sulle carte).
Nei primi decenni del XX secolo appartenne a Luisa Casati, che fu presto costretta a venderlo nel 1948 a Peggy Guggenheim.

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